Il veleno dei serpenti
Il veleno dei serpenti è a tutti gli effetti una forma di saliva altamente modificata. Esso viene prodotto da una ghiandola che corrisponde alla ghiandola parotide degli altri vertebrati.
Il veleno dei serpenti è a tutti gli effetti una forma di saliva altamente modificata. Esso viene prodotto da una ghiandola che corrisponde alla ghiandola parotide degli altri vertebrati.
Il celacanto non presenta differenze apprezzabili rispetto al suo antenato preistorico (risalente a circa 380-390 milioni di anni fa, Devoniano medio). Pertanto può essere considerato a pieno diritto un “fossile vivente”.
Tra le specie opportuniste (ossia quelle ad alta valenza ecologica, che meglio di altre si adattano a disparate condizioni ambientali) i gabbiano sono, sicuramente, degli esponenti molto significativi.
Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita… questa un’emblematica frase attribuita ad Albert Einstein.
Il Nautilus rappresenta l’unico genere di cefalopodi tetrabranchiati ancora in vita, le Ammoniti e gli Ortoceratidi sono ormai estinti da svariate decine di milioni di anni.
Le lucertole (Lacertilia), dette anche sauri (Sauria), sono un sottordine di rettili squamati (ordine Squamata) caratterizzato per lo più da specie carnivore. Vi sono tuttavia delle eccezioni e la più significativa è quella della famiglia degli iguanidi (Iguanidae).
Nella tassonomia classica coccodrilli e uccelli vengono messi in classi differenti (Reptilia i primi e Aves i secondi), questo potrebbe far supporre che non abbiano molti fattori in comune, almeno non più di quelli che possano avere con altri tetrapodi, come, ad esempio, i mammiferi.
Pur non avendo i nostri mezzi e le nostre conoscenze già nel IV secolo a.C. lo studioso e filosofo greco Aristotele aveva intuito che i cetacei, sebbene apparentemente molto simili ai pesci, erano animali profondamente differenti da questi ultimi.
Se si pensa ad un animale che possa raffigurare il simbolo dei cambiamenti climatici e dei loro effetti devastanti sugli ecosistemi, in particolare quelli più delicati, l’orso polare (Ursus maritimus) merita, suo malgrado, il podio d’onore.
La tartaruga marina comune (Caretta caretta) è un rettile appartenente all’ordine dei cheloni (Testudines o Chelonia) e fa parte della superfamiglia Chelonioidea, ossia delle tartarughe adattate alla vita marina.