Il veleno dei serpenti
Il veleno dei serpenti è a tutti gli effetti una forma di saliva altamente modificata. Esso viene prodotto da una ghiandola che corrisponde alla ghiandola parotide degli altri vertebrati.
Il veleno dei serpenti è a tutti gli effetti una forma di saliva altamente modificata. Esso viene prodotto da una ghiandola che corrisponde alla ghiandola parotide degli altri vertebrati.
Sono circa 22 milioni gli italiani che consumano alimenti Plant based (*). Fra questi le “carni analogue” sono state di recente oggetto di dibattiti anche accesi.
Risveglio in anticipo dei mandorli in fiore per le temperature invernali più alte rispetto alla media stagionale: ennesimi danni dovuti al cambiamento climatico.
Il celacanto non presenta differenze apprezzabili rispetto al suo antenato preistorico (risalente a circa 380-390 milioni di anni fa, Devoniano medio). Pertanto può essere considerato a pieno diritto un “fossile vivente”.
Recentemente abbiamo inoltrato al Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin la nostra proposta per risolvere l’endemico problema della siccità, che si manifesta ogni anno in primavera e in estate soprattutto nelle nostre regioni meridionali.
Tra le specie opportuniste (ossia quelle ad alta valenza ecologica, che meglio di altre si adattano a disparate condizioni ambientali) i gabbiano sono, sicuramente, degli esponenti molto significativi.
La grandine che in passato generalmente si presentava in forma di piccoli chicchi, oggi non di rado può cadere in forma di chicchi di dimensioni tali da rappresentare un pericolo per l’integrità dei pannelli fotovoltaici.
Secondo l’osservatorio europeo Copernicus sui cambiamenti climatici il mese di gennaio 2025 è stato il più caldo della storia (da quando sono partite le rilevazioni scientifiche per misurare la temperatura).
Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita… questa un’emblematica frase attribuita ad Albert Einstein.
Qualcuno ancora sostiene che il riscaldamento globale della Terra non sia dovuto in buona parte all’immissione in atmosfera dei gas climalteranti prodotti dalle attività umane, ma ad altri fattori disgiunti dalle attività antropiche.